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iniziative politiche

19/3 corteo contro la repressione a Saronno

Nell’anno decimosesto dalla fondazione dell’impero ciellino-formigoniano, nelle viscere più profonde di una delle regioni più ricche d’Europa, la Lombardia, il clima sta diventando sempre più soffocante; la nuova strategia impartita ai soldatini-gorilla è di picchiare duro e schiacciare ogni forma di protesta.

L’ultimo caso è avvenuto poco lontano da Milano, tra i feudi e i castelli della provincia di Varese; abbiamo appreso con sgomento prima, e poi con rabbia, le notizie che arrivavano da Saronno e Gallarate: dodici “Avvisi Orali” – a cui potrebbe seguire la fascistissima Sorveglianza Speciale – a ragazze e ragazzi, la cui unica colpa è stata di liberare edifici lasciati per anni in stato di abbandono e contrastare il razzismo imperante nelle loro città.

In solidarietà alle lotte dei ribelli di Saronno e Gallarate, SABATO 19 MARZO saremo a Saronno per partecipare al CORTEO CONTRO LA REPRESSIONE
ORE 15 PIAZZA S. FRANCESCO (STAZIONE FNM)



LAVORI IN CORSO

Sono passati due anni dallo sgombero e dalla gioiosa rioccupazione di Conchetta, della Calusca e dell’Archivio Primo Moroni

La repressione e la chiusura di tutti gli spazi sociali di movimento, tuttavia, si sta facendo sempre più dura: dalla violenza idiota di una polizia che non si è fatta scrupoli a scaraventare giù dal detto i ragazzi dell’Edera di Cardano al Campo, alla resistenza degli occupanti di Ripa Ticinese, della Bottiglieria e della Stamperia di via Giannone a Milano; dallo sgombero del Barattolo di Pavia alla rioccupazione della Fornace di Rho; proprio in questi giorni il Rebeldia di Pisa ha convocato un presidio contro lo sfratto, mentre a Milano festeggiamo la liberazione di un nuovo spazio, la Casa dello Sciopero.

“In una situazione crudele di dissoluzione di memorie e di culture e di soggetti”, a ogni sgombero è sempre seguita una nuova occupazione, di un giorno, di un mese, di un nuovo stabile sottratto alla speculazione.
Invece di diminuire, la lotta per vivere liberamente gli spazi delle nostre città, in piena autogestione, continua a crescere.

Proprio in questi giorni, dal 27 gennaio al 3 febbraio, Cox18 resterà chiusa per lavori di ristrutturazione.

Ci vediamo nelle piazze, nelle strade, in tutti quei luoghi in cui si manifesta una parola, un suono, un atto di insubordinazione e di protesta contro il deserto che ci circonda.

Cox18
Calusca City Lights
Archivio Primo Moroni

Milano, 26 gennaio 2011

Le nuove forme dell’attivismo Queer

SABATO 5 FEBBRAIO 2011

dalle 21.30

Una spettra rosa si aggira per l’europa – le esperienze degli sportelli per migranti gay, lesbiche, trans
INTERVENGONO: Giorgio Dell’Amico (Arcigay Immigrazione), Sportello I.O. Milano, Sportello migranti GLBT Verona, Pink Verona, Antagonismogay Bologna, Maurice LGBTQ Torino e altr*

A seguire STRANGERS IN THE NIGHT
dj set Iraqueers, Marix, Manudj [elettropop, queerbit, disco]

Come gay, lesbiche e trans praticano auto-aiuto e solidarietà queer insieme a migrant* LGBTQ nella lotta per una piena cittadinanza.
Come nonostante l’omofobia, lo stallo dei movimenti LGBTQ, il declino politico e culturale italiano.. nuove soggettività queer ottengono piccoli ma significativi risultati.
Come dall’impegno volontario di alcun* può rinascere un intero movimento di liberazione.

Seth Tobocman – Disastri e resistenza

VENERDÌ 5 NOVEMBRE

dalle 23.00

Presentazione di “Distastri e resistenza“, con proiezioni e performance di Seth Tobocman

Nel suo ultimo libro “Disastri e resistenza” il cartoonist newyotchese Seth Tobocman si confronta con i traumatici eventi che hano segnato la vita del pianeta in questio inizio millenio: l’11 Settembre, la guerra in Irak e in Afganistan, il dramma di New Orleans, il problema dell’economia e del riscaldamento globale.
In “Disastri e resistenza”, Tobocman non si è limitato a prendere in esame le catastrofi degli ultimi tempi, ma ha dato soprattutto voce e testimonianza alle diverse lotte politiche e sociali che spesso l’hanno visto in prima linea, dalle proteste contro le politiche della Banca Mondiale a quelle dei pacifisti contro la guerra, senza dimenticare l’esempio di resistenza disperata di palestinesi e israeliani uniti contro la costruzione del muro in Palestina, dei cittadini di New Orleans in difesa delle loro case dalla speculazione a seguito dell’inondazione o della rivolta delle donne di Nairobi represse da un regime in mano alle compagnie del petrolio.
Un’opera che raccoglie, attraverso un disegno sempre più personale ed evocativo, un lavoro attento di reportage assieme a pagine nate dal diretto impegno politico dell’autore in diverse realtà locali, che in maniera ancora più immediata mirano a rendere consapevole il lettore della necessità di prendere posizione e fare qualcosa. Del resto, l’arte per l’arte non esiste, scrive nell’introduzione Mumia Abu-Jamal, ma “ci dice delle verità sui nostri tempi e su noi stessi. Regge uno specchio in cui si riflette la società in cui viviamo. Come passandole ai raggi X, ci mostra le cose con una chiarezza che raramente si incontra sulle prime pagine dei giornali. E’ una fedele ricostruzione della prima cupa decade di questo XXI secolo”

Notizia n. 2

COX18 RESISTE

Il 4 ottobre 2010, dopo soli quattro giorni dalla scadenza dei termini, con una celerità sospetta per un Paese famoso per i tempi della sua macchina giudiziaria, il Tribunale civile di Milano si è pronunciato in merito alla causa intentata dal Comune contro il centro sociale Cox 18.
Questa sentenza di primo grado, ma subito esecutiva, rigetta le rivendicazioni del centro sociale e lo condanna: “… all’immediato rilascio dell’immobile, libero da persone e/o cose, in favore del Comune di Milano.”

Pur intentando la via giudiziaria non ci siamo mai illusi che il risultato potesse per noi essere diverso da questo.
Questa sentenza per noi cambia poco.

Da quell’estate del ’76, insieme a tutti quelli che negli anni hanno animato lo spazio autogestito di via Conchetta 18, abbiamo rivendicato con la nostra pratica un orizzonte diverso, Continua la lettura di Notizia n. 2 →

SECONDO FREE FESTIVAL DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE

Scuola, un bene comune

14-15-16-17 Ottobre 2010

perché ne valga la pena ci vuole un po’ di voglia
esperienze e riflessioni sulla trasmissione dei saperi

È passato poco più di un anno dal primo festival delle bambine e dei bambini organizzato dai comitati della Zona 5 di Milano insieme con Cox 18, Archivio Primo Moroni e Calusca.
Allora dicevamo di volerci attrezzare per riflettere sul senso complessivo del fare scuola, per ragionare sui modelli educativi e affinare una meta che potesse guidarci negli anni a venire.
Sentiamo ora forte la necessità di andare avanti, per riappropriarci di un sapere che cresce timido e nascosto nelle pieghe di istituzioni che male l’accolgono. È il sapere delle cose e delle relazioni, che riconosce l’importanza del confronto e dello scontro, che sa fare due passi indietro per farne poi tre in avanti.
Un sapere che non si compera né si vende, che non da gloria né vanto, che non ci appartiene ma ci pertiene.

Scarica il programma in pdf

PER TUTTE LE GIORNATE
Grande banco libri selezionato dalla Calusca, in collaborazione con la Libreria Largo Mahler e la Libreria Linea D’ombra. Testi per ragazzi di tutte le età, dal nido alle scuole superiori, e materiali sulla “buona educazione”.
Mostra digitale editoria per l’infanzia: http://www.inventati.org/apm/scuola/mostra/indice.php

DOVE:
spazio Il Cerchio Arci Milano / Banca del tempo 4 Corti, via Barrili 21 citofono 44 – mezzi 3, 15, 95, MM2 (abbiategrasso)
Scuola elementare di via Palmieri – ingresso via Barrili – 3, 15, 95, MM2 (abbiategrasso)
Scuola elementare di via Brunacci, via Brunacci 2/4 – mezzi 59, 3, 90, 91
Biblioteca comunale Chiesa Rossa – 3, 15, MM2 (abbiategrasso)
Archivio Primo Moroni, Calusca, Cox18: via conchetta 18 – mezzi 59, 3, 90, 91

WEB:
Coordinamento comitati Zona 5
Archivio Primo Moroni
COX18
Free Festival su Facebook

Guarda il programma completo:
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Ooocchio Pino… Tocca a noi

MERCOLEDI 28 LUGLIO 2010
dalle 21.01

TEATRO DEI PANETTIERI LIBERI
presenta

Una briciola di pane buono, quello fatto manualmente dai nostri quasi estinti panettieri, sembra essere finita, trasportata dalla buona volontà di alcuni ragazzi, quasi per caso, tra il grassume; siamo in via Savona (terra, una volta, di bottigliai, fabbri, panettieri e artigiani, adibita oggi alla vita che ha un prezzo) al numero civico 18 (stabile idioma di consumi e sprechi, basti guardare le condizioni di abbandono in cui lo stabile è stato lasciato morire), ma i ragazzi di via Savona 18 stanno lavorando giorno dopo giorno per riadattare e reinventare questo spazio, considerando le diverse funzioni sociali che potrebbero sorgervi all’interno.

Una piccola briciola, via Savona 18, che facilmente potrebbe essere spazzata via e gettata nella spazzatura del non sociale.

I nuovi occupanti hanno deciso di riprendere a sfornare del pane buono.

Mio nonno è contadino (fidatevi: ne sa di terra), e diceva che per ottenere un pane davvero buono c’è bisogno di validi ingredienti artigianali. Quello che viene fuori è un buon pane!

Ingredienti: acqua, lievito, farina buoni, e tanta buona volontà.

I ragazzi di via Savona 18 non si accontentano di avere un pane buono e basta, ma stanno cercando di infornare un pane davvero speciale. Un pane speciale ha bisogno di altri ingredienti; tra questi, c’è anche il teatro: potersi liberamente “rappresentare ed esprimere” è una delle libertà più squisite: immaginazione creativa, flusso di parole, rotazione di corpi, il passaggio dal buio alla luce, l’urlo e il sussurro, il respiro e il silenzio, e soprattutto la vita che diventa teatro e il teatro che diventa vita.

I nostri nonni sono dei buoni contadini, e per questo non possiamo permetterci nessuna accademia teatrale e difficilmente riusciamo ad andare a teatro, visti i prezzi; abbiamo deciso allora di accontentarci di un bel pezzo di pane, davvero speciale: NASCE IL TEATRO DEI PANETTIERI LIBERI

La vostra presenza costituisce – in sè – la scelta di voler recitare nella scena della vita

Nuova sede dell’U.S.I. in Via Torricelli 19

La sede dell’USI di Viale Bligny 22 a Milano ha chiuso.
Il 30.6.2010 a seguito di una trattativa con la proprietaria Università
Bocconi c’è stato il rilascio concordato dei locali con contestuale
assegnazione da parte del Comune di Milano all’USI di una sede in Via
Torricelli 19.

L’occupazione di Viale Bligny 22 è una fra le più antiche di Milano avendo
avuto inizio nell’ottobre 1989 ospitando oltre al sindacato, gruppi teatrali e
culturali coordinati con il più ampio movimento del sindacalismo di base e dei
centri sociali.

Nel 2004, in forza del “piano di espansione Bocconi”, il Comune di
Milano aveva venduto a prezzi stracciati l’intero immobile dove avevano sede
associazioni storiche milanesi dal Naga al centro esperantista, dalla Lega anti
caccia all’associazione Dedalo, fino allo SQUOTTiti e alla fossa dei leoni
ecc.

Dopo quasi sei anni di resistenza contro la speculazione edilizia del Comune
di Milano e dell’Università Bocconi
, gli ultimi a rilasciare i locali sono
stati i compagni dell’USI e ciò dopo che l’Università Bocconi aveva denunciato
penalmente l’intera organizzazione e personalmente tre compagni, di cui due
degli elementi più rappresentativi dell’USI Sanità di Milano ed un membro del
collettivo del COX 18.

Due compagni erano stati poi condannati penalmente ad una multa di 3.000,00
euro ed anche civilmente ad un risarcimento del danno in favore dell’Università
Bocconi ed in via provvisionale ciascuno di € 50.000,00. La determinazione
dell’USI a non rilasciare a nessuna condizione l’immobile ha permesso la
riapertura di una trattativa con l’Università Bocconi che ha portato come sopra
detto all’assegnazione da parte del Comune di una nuova sede con remissione
della querela da parte dell’Università Bocconi e rinuncia della stessa al
risarcimento del danno quantificato dal giudice. Ciliegina sulla torta: l’
Università Bocconi ha addirittura versato all’USI la metà del canone di affitto
della nuova sede per il prossimo seiennio. ha ristrutturato i locali e li ha
pure arredati!

Non dobbiamo però indugiare in trionfalismi. L’area di viale Bligny era
rimasto l’ultimo ostacolo alle mire espansionistiche e speculative dell’
Università Bocconi che ora potrà continuare indisturbata nella sua opera di
cementificazione e di stravolgimento dell’intero quartiere. Inoltre la sede con
il suo grande salone, non solo era in grado di ospitare assemblee cittadine, ma
anche spettacoli e laboratori teatrali ed oggi ciò non sarà più possibile,
visti gli spazi più ridotti di Via Torricelli 19.

In ogni caso, va riconosciuto il merito dell’USI di aver rivendicato i propri
diritti sullo spazio di Viale Bligny 22 dove per oltre 20 anni sono state
organizzate iniziative culturali, politiche, sindacali, teatrali e di
solidarietà, circostanza che è stata riconosciuta addirittura dal Comune di
Milano nella delibera di assegnazione della nuova sede.

Tornare in via Torricelli è come un ritornare alle origini.

Ricordiamo che l’USI dal 1977 al 1989 ha avuto sede proprio in Via Torricelli
19, dove oggi è presente il Circolo dei Malfattori, e vent’anni dopo ancora in
questa via e in un altro spazio per continuare con coerenza e determinazione le
lotte in favore dei diritti dei lavoratori e per l’emancipazione degli stessi.

Ringraziamo tutti coloro che con il loro sostegno e la loro
solidarietà hanno permesso l’esistenza di questo nuovo spazio.

USI – AIT Milano

Lunedì 12/7/2010

Iniziativa nel Ticinese contro la speculazione

GIOVEDI 15 LUGLIO 2010
dalle 19.30
Via Gola angolo alzaia naviglio pavese

hip hop live on street con:
– Drowning Dog
– Nomama Project
– Acero Moretti
– Dj Malatesta
+ guest

Aperitivo e musica contro le politiche speculative della città di
Milano, che vedono solo gli interessi del profitto, assecondando logiche
razziali e classiste, facendo lucro su un bisogno di tutti come quello
della casa

http://www.myspace.com/nospeculazione
incasa[at]inventati.org